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Ricordando una persona cara è piuttosto naturale provare sentimenti di affetto e di serena nostalgia. Quando poi, riflettendo, ci si rende conto che i suoi primi insegnamenti, nel mio caso relativi all'approccio alla chitarra, sono stati determinanti nel "tracciare" il percorso di una vita intera , il senso di riconoscenza provato diventa enorme.
Oreste Allario era appunto il mio nonno materno e , per le caratteristiche che lo rendevano speciale, sono sicuro che ancora oggi a Cuneo, città dove viveva, sebbene siano passati 25 anni dalla Sua scomparsa in molti se lo ricordano ancora, e per vari motivi. Sebbene colpito da cecità quasi totale da adolescente, era riuscito non solo a condurre un'esistenza normale, ma a primeggiare in alcuni campi: gli era stata conferita, ad esempio, una medaglia d'oro in qualità di barzellettiere teatrale, ma il Suo talento lo fece emergere sopratutto in ambito musicale: con la Sua chitarra ( imparata da autodidatta), riuscì ad approdare addirittura alla radio, negli anni '50, in trasmissioni condotte dai famosi Corrado Mantoni e Nunzio Filogamo.
Concludendo questo mio ricordo, vorrei lanciargli nell'etere questo mio ringraziamento, in particolare per avermi insegnato che la musica non è solo sfoggio di tecnica, o mero business, ma ben di più nobile perchè parte dal di dentro, e di scusarmi se, magari involontariamente, talvolta possa essere stato indegno di tali insegnamenti.
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